Il Comune, I Gonzaga capitani generali del popolo di Mantova e vicari imperiali, I Gonzaga marchesi di Mantova

Grossetto anonimo con VirgilioGrossetto anonimo con Virgilio
Grossetto anonimo con Virgilio

Guido (1360-1369) - Grossetto anonimo con Virgilio

D/ (piccola croce patente) VIRGILIVS in caratteri gotici, scudetto Gonzaga dalle tre fasce (v. vol. II, pp. 9-10).
Nel campo: semibusto di Virgilio, di fronte, in abito dottorale con berretto a lacci pendenti.
R/ (piccola croce patente) DEMANTVA in caratteri gotici.
Nel campo: croce fiorata all'estremità dei bracci, con cinque fori al centro.
Metallo: AR
Peso: g 0,98; Ø 16
Riferimenti: CNI IV 1913, 7; Magnaguti VII 1957, 7; Murari 21.
Provenienza: collezione Magnaguti (VII 1957,7).
Il CNI lo definisce aquilino piccolo, ma, mancando l'aquila che caratterizza l' aquilino ed essendo di peso inferiore, ci è sembrato più corretto definirlo grossetto e ciò in accordo con il Magnaguti.
Questa è la prima moneta gonzaghesca sulla quale viene raffigurata l'immagine di Virgilio. Il Magnaguti ha attribuito, dubitativamente, questa moneta a Guido essendo a conoscenza del suo amore per le lettere, le arti e la storia antica e della sua familiarità con il Petrarca.
 
GrossoGrosso
Grosso

Gianfrancesco (1432-1444) - Grosso

D/ IOhS FRACISC MARChIO MANTVE ET C in caratteri gotici.
Nel campo: stemma Gonzaga dalle quattro aquile con la croce, caricato dallo scudetto inquartato dal leone boemo (nel 1° e nel 4° quarto) e dalle tre fasce (nel 2° e nel 3° quarto) (v. vol. II, pp. 10-11).
R/ MANTVA FVLSISTI PCIOSO SAGVINE I X (queste due lettere disposte verticalmente, la X sotto e la I sopra) in caratteri gotici.
Nel campo: veduta della città di Mantova (quale custode della reliquia del Preziosissimo Sangue di Cristo) costituita da due edifici con due torri merlate e due ponti coperti sovrastanti le onde del lago; in a., al centro, il reliquiario del preziossimo Sangue.
La leggenda MANTVA FVLSISTI PRECIOSO SANGVINE IHESV CHRISTI significa "O Mantova, rifulgesti per il prezioso sangue di Gesù Cristo".
Metallo: AR
Peso: g 2,57; Ø 25,5
Riferimenti: CNI IV 1913, 11-18; Magnaguti VII 1957, 26; Superti Furga 1978, pp. 149-150; Margini-Castagna 1990, 22.
Provenienza: collezione Magnaguti (VII 1957, 26).
 
Grossone anonimo da 9 soldiGrossone anonimo da 9 soldi
Grossone anonimo da 9 soldi

Ludovico II (1444-1478) - Grossone anonimo da 9 soldi

D/ (piccola croce formata da cinque globetti) BVENA FE NO ES MVDABLE
Nel campo: guanto o manopola destra da combattimento, in ferro, con due nastri svolazzanti (v. vol. II, pp. 78-79, XII).
R/ XPI IHESV SANGVINISS (sic) TABER
Nel campo: reliquiario del Preziossimo Sangue a cupoletta rotonda sormontata da una piccola croce, formata da cinque globetti, che taglia la leggenda.
Metallo: AR
Peso: g 3,87; Ø 27
Riferimenti: CNI IV 1913, 10-12; Magnaguti VII 1957, 55.
Provenienza: collezione Magnaguti (VII 1957, 55).
Entrambe le leggende del D/ e del R/ di questa moneta presentano evidenti tracce di ribattitura.
In una lettera del 15 luglio 1472 si legge testualmente: "il Marchese fa batere una moneta nuova da soldi 9".
 
Doppio Ducato d'oro <br>con il monte Olimpo, di 1° tipoDoppio Ducato d'oro
con il monte Olimpo, di 1° tipo
Doppio Ducato d'oro
con il monte Olimpo, di 1° tipo

Federico II, marchese (1519-1530) - Doppio Ducato d'oro con il monte Olimpo, di 1° tipo

D/ FEDERICVS II M MANTVAE IIIII 
Nel campo: testa nuda e riccioluta del marchese, volta a s., con barba corta.
R/ senza leggenda nel giro
Nel campo: il monte Olimpo, alla sommità del quale conduce una strada a spirale; sulla cima, un'ara contenente un ramo nodoso; ai lati del monte, a d., un cespuglio e una quercia e, a s., altre due querce; in a., sopra il monte, il motto FIDES (v. vol.II, pp. 104-116, XXIV).
Metallo: AU
Peso: g 6,91; Ø 26
Riferimenti: CNI IV 1913,2/7; Magnaguti VII 1957, 154 (ma, di fatto, il doppio ducato descritto al n. 154 è stato sostituito con altro esemplare di conservazione inferiore dopo che il VII volume di Ex Nummis Historia era stato stampato); Ravegnani Morosini 1984, 2.
Provenienienza: collezione Magnaguti (VII 1957, 154, ma non lo è).
Questo doppio ducato d'oro con il monte Olimpo, di 1° tipo si distingue a colpo d'occhio dagli assai simili doppi ducati di 2° e di 3° tipo (vedi le monete nn. 288 e 289) per il nome FEDERICVS riportato per esteso e per la presenza del numerale romano IIIII (in quello di 2° tipo manca il numerale IIIII e in quello di 3° tipo FEDERICVS è abbreviato FE).
Con Federico II continua la tradizione paterna (ed il gusto materno della grande Isabella d'Este) di tradurre sulle monete la bellezza e la finezza dell'arte incisoria. Soprattutto sulle monete d'oro e d'argento e in particolare nella grande e ricca varietà delle imprese che figurano sui rovesci si intuisce il disegno felice del viadanese Gian Battista Cavalli che a lungo lavorò per la zecca mantovana.
 
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